La verità è che non mi scriverai. Non troverò mai una lettera sul cuscino, non riceverò una chiamata in lacrime chiedendomi di vederci, di parlare, perchè hai deciso. Deciso di lottare, di spingerti oltre per quella persona che dici di amare. "Non posso vivere senza di te, ma neanche con te". Questa l'incoerenza. Perchè in fondo mettersi in gioco è troppo difficile, complicato nel suo essere così dannatamente semplice. Lottare.
Onde di pensieri si infrangono nel dolore. Un'ora passata ad aspettarmi, poi il nulla. E ti vedo sorridere e sistemarti il cappellino. Fuori con le persone che sai mi tormentano perchè nel mezzo potrebbe esserci lui. Ma non è importante, in fondo.
La verità è che è l'ennesimo amore torbido, anche se composto dall'unione di angeli. Torbido nelle sue profondità, colmo di parole non dette e monologhi serrati. Chiusa in un universo che esiste solo nella tua testa, in cui nessuno può entrare. La porta di servizio si apre a momenti, permettendo il fortunato di turno di immergersi per pochi istanti in quel mare di serenità e spensieratezza, ricordi dolorosi, momenti cancellati. Io sono chiuso fuori da un bel pezzo, sistemato su un filo, ad aspettare che niente accada. Posso esserne io l'artefice dei colori, ma quando mi fermo, si ferma l'unione.
La verità è che non esiste verità, ma due punti di vista legati dall'abitudine. Viaggiavano paralleli, disposti ad incontrarsi a notte fonda. Quando è arrivata la notte senza luna, il tempo si è arrestato. Dipingo immagini basate su sensazioni. Mai sono stato tradito e mai pensavo potesse penetrare così a fondo. Vorrei solo essere felice, vorrei solo che tu fossi felice.
La verità è che ogni tanto, merito un pò di pace. Non quell'apatia frenetica e indisposta, ma serenità che porta brividi all'anima.
Potrai mai mettere la parola fine a questo subdolo gioco?
Potrei mai mettere la parola fine a questa splendida speranza?
G.
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